C'è un tempo per le partenze, uno per il ritorno, un altro per l'amore, un tempo per nutrirsi e uno per il sonno.

Anche l'amore, come i farmaci e i cibi in scatola, ha una data di scadenza.
Se negli ultimi anni ho pensato al mio matrimonio ho sempre immaginato che l'avrei celebrato a Las Vegas con il prete vestito da Elvis, il bouquet di fiori finti e il vestito in prestito.
Ma ieri ho visto il film di Sex and the city e, datemi della superficiale, ma quando Curry ha aperto la scatola tempestata di pianetini col vestito della Westwood
mi sono quasi commossa. Certe cose fanno effetto a una donna, vorrei vedere se ricevessi anch'io un regalo così da Vivienne, incastrerei il primo che incontro!
A parte il sarcasmo, non è di matrimonio che voglio parlare. Ma del mio essenziale bisogno di "vestiti". Una volta ho visto un lungometraggio basato su un racconto di Murakami Haruki dal titolo "Toni Takitani". Il protagonista si innamora di una donna malata di shopping e moda, la sposa e una volta che lei muore non restano altro che i suoi abiti e la sua collezione di scarpe a consolarlo. Da quel momento ho pensato che sarei diventata come lei e ho avuto paura a tal punto che ogni volta che devo acquistare qualcosa ci penso 10 volte. Ho deciso di essere anche più parsimoniosa, ma non è colpa mia se ogni volta che sono depressa preferisco una magliettina nuova piuttosto che strafogarmi di gelato.
Ha ragione Beatrice, ci sono momenti in cui l'unica consolazione che abbiamo è indossare un paio di scarpe nuove.
Ora andrò a provarmi gli ultimi acquisti.
E sto bene, occhio. Fare shopping fa bene sempre.

La storia di una persona solitaria e stranamente normale. Pubblicato nel 1989, è ritenuto una delle opere più significative della letteratura giapponese contemporanea. Ancora, sempre, tanta musica tra le righe di Murakami, il titolo stesso cita una canzone dei Beatles, Norwegian wood. Ambientato negli anni della contestazione giovanile giapponese, nei '60s del libero amore e dei Doors, è un romanzo d'eros e thanatos. Il protagonista è TÅru, universitario malinconico che trascorre le sue giornate bevendo, leggendo Fitzgerald e riflettendo sul suicidio del suo migliore amico. Nella sua vita entra l'eterea Naoko, l'ex ragazza dell'amico scomparso, finita in una casa di cura tra i monti di HokkaidÅ. Entra in relazione con altri personaggi dal carattere fortemente stimolante, tra i quali vi è Reiko, molto più grande dei due, compagna di stanza di Naoko. Tre modi diversi, anzi quattro se si comprende il suicidio di Kizuki, di vivere la solitudine. Murakami descrive i luoghi più nascosti dei loro cuori, ne amplifica le emozioni, riesce ad accompagnare il lettore in quelle strade del centro affollato di Tokyo in cui TÅru e Naoko passano le giornate a parlare. Traduzione, come al solito, emozionante, di Giorgio Amitrano. La mamma di un mio amico dice sempre: "Meglio pentirsi di aver fatto che di non aver fatto".

Sogno un mondo di possibilità e un presente di occasioni.
Un futuro diverso e anche se incerto, fecondo.
Un luogo temporale in cui i froci non puzzeranno più di finocchio, ma di colori.